K42 E IL PODISMO ORGANIZZATO CHE APPASSIONA

 Il racconto a flash della trasferta di Feltre (BL)

La distanza che separa il campo scuola da Feltre (BL), sede prescelta dalla FIDAL per far svolgere i campionati italiani master di dieci chilometri, è siderale. Organizzare la trasferta per raggiungere la località bellunese, impensierisce ma non scoraggia i dirigenti gialloneri. A una prima analisi emergono però non pochi intralci. Se ne discute insieme ai delegati di San Giovanni in Fiore e Acquappesa. Il Direttivo delibera le modalità e delega per una pianificazione completa. La rete dei contatti s’intreccia. Si valutano i costi. Il responsabile delle relazioni esterne cerca sostegno dagli sponsor. Qualcuno nicchia. Qualcun altro si nega. Gli incontri s’infittiscono. Va bene così anzi no, meglio il rientro in aereo. Da un luogo di vacanza arriva l’ok contabile. Partono bonifici, anche personali. Ora ci siamo. S’inviano le e-mail con il programma viaggio. Il ritrovo per tutti è a Lamezia, rotta Venezia. Si atterra in orario. Un’ora abbondante di strade provinciali in pullman e si giunge a destinazione. È l’una e mezza di notte quando l’addetta alla reception accoglie a luci soffuse la comitiva. Odori stantii da collegio salesiano fanno da presagio a presunti disagi. Spartane le stanze ma nessun commento. Già avvertiti. Di primo mattino il capogruppo ispeziona la zona in cui ci si trova mentre man mano i tragitti varcati mutano in percorso di gara. Dopo le otto, i primi risvegli. Asciugamano alle spalle, disciplinati in fila ai bagni. Colazione al bar con strudel nostrano. Un perlustrare curioso accostati l’un l’altro mono abbigliati, attrae lo sguardo dei residenti di prima levata. Marinello e Signora, diversamente alloggiati, si associano in corsa. A pranzo si uniscono Librandi e Remorini. Abbracci e pacche per poi disquisire su come allenarsi. All’ora fissata adunata pre gara. Leone sprona chi corre per primo. Anche Valdrighi dalla Toscana a dar manforte tra gli over 50. Lungo il percorso, postazioni da vedette consentono di annotare distacchi da divulgare al passaggio dei propri compagni. Granato va bene. Pure Curia e Pastura. Non si scompone tra gli M60 Imbroinise. Andreoli in rimonta perde l’aggancio al secondo sul filo di lana. Peccato. Le classifiche affisse dettate al DG per un rapido esame. Niente male. Seconda manche, incalza la tensione. Leone è nella gabbia dei 40, troppo dietro per un big. Si parte e davanti si corre a ritmi da 3’05’’ a Km. A metà gara si sgrana il gruppo di testa. Leone in abbondante vantaggio, gestisce il finale e conquista il titolo italiano di categoria. Audia, Esposito e Remorini blindano punti tra i 35. Imbrogno è un treno. Mazzotta caparbio completa il lavoro d’equipe. Ragusa e Posa sottraggono punti agli avversari. L’esordio di Caputo è convincente. Librandi molla nel finale. Lunghe attese per l’esito a squadre. Al telefono in tanti chiedono com’è andata. Da Cosenza raduni plurifamiliari seguono in diretta streaming. A tarda sera il verdetto. Quarti su 126 società presenti. Magnifico. Si fa festa barattando cauzioni chip con brocche di birra. Qualcuno rientra malconcio. Il giorno dopo c’è chi corricchia, chi cerca il suo nome nelle cronache sportive dei quotidiani. A mezzogiorno in refettorio vitto frugale prima del pullman diretto a Bologna. È presto e si bivacca in area check-in. Si atterra col buio e ci si separa. La città vuota facilita giri di riconsegna casa per casa. Finalmente ognuno dimora tra i propri affetti e soddisfatto, spegne la luce. L’impresa è compiuta.

 

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