MAZZOTTA E REMORINI, OBIETTIVO CENTRATO

Otto anni di tentativi mancati accompagnati da traversie fisiche, hanno alimentato la leggenda del “personale” di Massimo Mazzotta, podista fondamentalista e filosofo della corsa, dedito ad affinare il suo tempo in maratona. L’ostinazione di battere se stesso lo porta addirittura a dileguarsi da un tavolo operatorio per riapparire poi sulla pista del campo scuola. Resetta e reimposta programmi per far salire la condizione. Torino però non soddisfa. Nuova chance Reggio Emilia. Zero gradi e un’intesa solidale svanita poco dopo il nastro di partenza con il più prudente Remorini, fanno da scenario all’inizio dell’impresa. Ognuno per se e obiettivo comune. Su un tracciato tutt’altro che lineare il ritmo di corsa è impostato sulla soglia del personale. Alla mezza le gambe girano a 1h23’02’’ per Mazzotta e 1h23’31’’ per Remorini. Sensazioni positive fanno osare e al 35Km Mazzotta passa in testa nella categoria d’appartenenza. Chiude in 2h44’52’’, primo tra gli M45, migliorandosi di 12’’ rispetto a Firenze 2005. Poco dopo giunge sul traguardo Armando Remorini in 2h45’57’’ stabilendo il suo nuovo record conseguito proprio a Reggio Emilia nel 2008.

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