CINQUE DEBUTTI ALLA MARATONA DI ROMA

Il nome “K42” conferito alla società podistica bruzia, ha come intendimento l’auspicio per gli iscritti di concludere almeno una volta i quarantadue chilometri della maratona. Di fatto ben cinque degli undici gialloneri presenti alla 20° edizione della Maratona di Roma, ne hanno raccolto l’invito. A consacrarne il battesimo, pioggia e vento per renderne ancora più indelebile il ricordo. Il via agli oltre 19.000 atleti assiepati sui Fori Imperiali lo dà il sindaco Marino in diretta tv. Oltre il meteo a rendere ancora più difficoltoso un percorso suggestivo, 8 km di sampietrini e 77 cambi di direzione. Solito dominio africano con vittoria conquistata dall’etiope Shume Legese Hailu in 2h09’47’’ davanti al connazionale Sisay Jisa (2h11’20’’). Primo degli italiani, il barlettano Domenico Ricatti (2h15’40’’) giunto quarto assoluto. Primo in graduatoria nell’ordine d’arrivo della truppa K42, Massimo Mazzotta che impiega 2h53’03’’, lontano però dal suo personal best. Esordio col botto per Giovanni Cataldi, sceso subito sotto le 3 ore (2h58’44’’). Antonio Carvelli si sbraccia in avvio davanti alle telecamere di Rai Sport per poi chiudere imbandierato in 3h’03’09’’. Altro esordiente soddisfatto è Giovanni Rega, ripresosi da un fastidioso infortunio, giunto al traguardo con l’onorevole tempo di 3’30’’56’’. C’era attesa nell’ambiente Campo Scuola per il ritorno in maratona del dr Vizza che non delude affatto in 3h31’44’’. Alle sue spalle il “discepolo” Domenico Finizio, al doppio esordio su distanza e canotta, tradito da un ginocchio malconcio, chiude in 3h36’24’’. Rientro sulla distanza ok per Domenico Principato (3h42’51’’). Soffre la sua prima maratona Salvatore De Bernanrdo incassando però un buon 3h49’27’’. Anche il “newyorkese” Corrado Conforti accusa disagi gastrici e chiude in 4h00’06’’. L’ultimo dei debuttanti gialloneri è Giuseppe Tarsitano, in sintonia con il suo Garmin, completa facile e soddisfatto in 4h00’57’’. Termina al 26°km la maratona di Daniele Percacciuolo, costretto allo stop da noie muscolari.

Predominio africano anche alla 39° edizione della Stramilano. Vince il keniano Thomas Lokomwa in 1h01’39’’. A 16’’ il vincitore della scorsa edizione, Kiprop Limo. Cinque i runners presenti in rappresentanza del club del Presidente Biondi. Aldo Carbone e Paolo Audia prendono subito il largo alle spalle dei top. Al 5000m passano in 17’23’’. Alla media appena sotto 3’30’’ a km il diecimila è in 34’46’’. Sempre insieme al 15°km in 52’49’’, poi Carbone prende un leggero vantaggio che tiene fino alla fine, terminando in 1h14’30’’. Audia in 1h14’48’’ affina di 5’’ il personal best, dimostrando principalmente di aver inserito le marce alte alla sua corsa. Migliora il personale pure Pasquale Martino (1h21’22’’), alla ricerca della condizione giusta in vista dei CdS di Cagliari. Luigi Talerico fa il suo ingresso all’Arena di Milano con il proprio miglior tempo già in tasca, fermando il cronometro a 1h33’19’’. Salvatore Cianni conclude la spedizione K42 in terra meneghina in 1h48’28’’.

 

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